PILLOLE di DIRITTO - Pubblicazioni

Studio Legale Avv. Davide De Matteis

Negoziazione assistita per separazione e divorzio: come funziona, passo per passo

Indice

La negoziazione assistita permette di separarsi o divorziare senza andare in tribunale. Si usa quando i coniugi sono d’accordo su tutto: figli, casa, mantenimento, beni. Ciascun coniuge ha il proprio avvocato. Gli avvocati mettono l’accordo per iscritto e lo mandano al pubblico ministero, che lo approva (o, se ci sono figli, lo autorizza). L’accordo produce gli stessi effetti di una sentenza o di un’omologazione del giudice, e l’avvocato lo trasmette al Comune perché sia annotato negli atti del matrimonio. Non ci sono udienze.

È una strada rapida, ma non per tutti. Serve un accordo vero, non solo la voglia di chiudere in fretta. Qui la spieghiamo nel dettaglio. Il confronto con la separazione consensuale in tribunale e con quella in Comune è nella guida alla separazione consensuale e giudiziale.

Quando si può usare

La regola è nell’art. 6 del decreto-legge 132/2014. La negoziazione assistita si può usare per:

  • la separazione personale;
  • il divorzio, ma solo dopo la separazione: in negoziazione non si possono chiedere insieme separazione e divorzio;
  • la modifica delle condizioni di una separazione o di un divorzio già decisi, anche in tribunale;
  • l’affidamento e il mantenimento dei figli di genitori non sposati, e la loro modifica (ne parliamo nella pagina sulle coppie di fatto);
  • l’assegno chiesto ai genitori dal figlio maggiorenne non autosufficiente, e gli alimenti.

Si può usare anche se ci sono figli minorenni, o maggiorenni non autosufficienti o con disabilità grave: in quel caso il controllo del pubblico ministero è più stretto.

Come funziona, passo per passo

  1. La convenzione. I coniugi, con i loro avvocati, firmano una convenzione: l’impegno a cercare un accordo in buona fede, entro un termine. Per legge il termine va da uno a tre mesi, prorogabile di trenta giorni (art. 2).
  2. La trattativa. Si discutono tutti i punti, uno per uno: con chi vivono i figli e con quali tempi, l’assegno per i figli e le spese straordinarie, la casa, l’eventuale assegno per il coniuge, i conti, l’auto, i mobili. Si scambiano i documenti su redditi e patrimonio.
  3. L’accordo. Quando c’è l’intesa, l’accordo si firma. Gli avvocati certificano le firme e che l’accordo rispetta le norme inderogabili (art. 5). Nell’accordo devono risultare altre tre cose: che gli avvocati hanno tentato di conciliare i coniugi, che li hanno informati della possibilità della mediazione familiare e, se ci sono figli, dell’importanza per loro di passare tempi adeguati con ciascun genitore.
  4. Il pubblico ministero. L’accordo va alla Procura della Repubblica presso il tribunale competente:
    • senza figli minori o non autosufficienti, il PM controlla che non ci siano irregolarità e rilascia il nulla osta;
    • con figli, l’accordo va trasmesso entro dieci giorni. Il PM lo autorizza solo se risponde all’interesse dei figli. Se pensa di no, o ritiene opportuno ascoltarli, entro cinque giorni lo manda al presidente del tribunale, che convoca i genitori entro trenta giorni.
  5. Il Comune. Ottenuto il nulla osta o l’autorizzazione, l’avvocato deve trasmettere l’accordo all’ufficiale dello stato civile del Comune in cui è stato iscritto o trascritto il matrimonio, entro dieci giorni. Se non lo fa rischia una sanzione da 2.000 a 10.000 euro. L’accordo viene anche conservato dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati.

Con il nulla osta o l’autorizzazione, l’accordo produce gli stessi effetti di un provvedimento del giudice. Per esempio, l’assegno concordato si può far valere come titolo esecutivo se non viene pagato.

Perché servono due avvocati

Nella negoziazione assistita ci vuole almeno un avvocato per parte. Non è un dettaglio. Nella separazione o nel divorzio in Comune l’avvocato è facoltativo, ma lì non si possono avere figli minori o non autosufficienti, né trasferire beni. In tribunale c’è il giudice. In negoziazione il controllo lo fanno gli avvocati, ciascuno per il proprio cliente, e poi il PM.

La differenza sta nelle garanzie. Nella negoziazione assistita ciascun coniuge è affiancato dal proprio avvocato, e poi c’è il controllo del pubblico ministero: il loro compito è verificare che la volontà sia reale e che l’accordo economico rispetti la legge. Davanti all’ufficiale dello stato civile queste figure possono mancare. Per questo la legge chiede ai coniugi di presentarsi di persona e di confermare l’accordo dopo almeno trenta giorni (art. 12 del d.l. 132/2014).

In pratica: l’avvocato di ciascun coniuge controlla che il suo cliente abbia capito che cosa firma e che cosa lascia sul tavolo. Per esempio la casa, un assegno, una quota di un conto. Una volta firmato, l’avvocato non può impugnare l’accordo che ha contribuito a scrivere.

La negoziazione assistita a Bologna

Se uno dei coniugi abita a Bologna o in provincia, di solito l’accordo va alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna. La competenza dipende dalla residenza o dal domicilio di uno dei due. Se ci sono figli minori, conta il luogo in cui il figlio vive abitualmente.

La Procura di Bologna pubblica una pagina sulla negoziazione assistita con l’elenco dei documenti per ogni tipo di accordo. Per una separazione servono di regola:

  • l’estratto dell’atto di matrimonio;
  • lo stato di famiglia;
  • i certificati di residenza;
  • se ci sono figli minori o non autosufficienti, le ultime tre dichiarazioni dei redditi dei coniugi.

Per il deposito in Procura non è richiesto alcun versamento. Le modalità pratiche del deposito le cura l’avvocato: la legge oggi prevede la trasmissione telematica, e la pagina della Procura indica le istruzioni dell’ufficio.

Se ci sono figli

Con i figli, l’accordo deve regolare tutto ciò che un giudice deciderebbe:

  • affidamento;
  • con chi vivono e con quali tempi stanno con l’altro genitore;
  • assegno di mantenimento e divisione delle spese straordinarie;
  • casa.

Il PM legge l’accordo pensando solo ai figli. Un assegno troppo basso, tempi di visita poco realistici o la rinuncia al mantenimento possono portare il PM a non autorizzarlo e a mandarlo al presidente del tribunale, che convoca i genitori. Per i criteri con cui si fissa l’assegno vedi la guida al mantenimento dei figli.

Casa e beni

L’accordo può prevedere l’assegnazione della casa familiare al genitore con cui vivono i figli. Può anche contenere accordi patrimoniali, per esempio sul trasferimento di una casa o di una quota da un coniuge all’altro. Attenzione però: per legge questi patti hanno solo effetti obbligatori (art. 6, comma 3). L’accordo impegna a trasferire, ma per il trasferimento vero e proprio serve un atto successivo, di regola davanti al notaio.

Nel divorzio in negoziazione, i coniugi possono concordare un assegno divorzile in unica soluzione: una somma versata una volta per tutte, invece dell’assegno mensile. In questo caso sono gli avvocati a certificare che la pattuizione è equa (art. 6, comma 3-bis).

Dopo la separazione: quando si può divorziare

Dopo una separazione in negoziazione assistita, il divorzio si può chiedere trascorsi sei mesi. Per la legge sul divorzio i sei mesi si contano “dalla data certificata nell’accordo” (art. 3 della legge 898/1970).

Su questo punto conviene essere prudenti. In una decisione del 2018 il Tribunale di Bologna ha equiparato la separazione in negoziazione alla consensuale e ha contato i sei mesi dal nulla osta del PM (Trib. Bologna, 20 settembre 2018, n. 2535). Contare dalla data più tarda evita discussioni.

Anche il divorzio, poi, si può fare in negoziazione, in Comune (se non ci sono figli minori o non autosufficienti) o in tribunale. Abbiamo spiegato perché il divorzio non arriva da solo in dopo quanti anni il divorzio è automatico. Chi vuole essere assistito anche in questa fase trova le informazioni nella pagina dell’avvocato divorzista a Bologna.

Quanto costa e quanto dura

Non c’è un contributo da versare per il deposito in Procura. Il costo principale è il compenso degli avvocati: ciascun coniuge ha il proprio e lo paga. Il compenso dipende da quanto è complessa la trattativa. Un accordo già maturo su tutti i punti richiede molto meno lavoro di uno da costruire, con case, conti e figli. Si concorda prima di iniziare, e conviene chiederlo per iscritto.

Un limite da conoscere subito: il patrocinio a spese dello Stato non copre la negoziazione assistita per separazione e divorzio. La riforma lo ha introdotto solo per i casi in cui la negoziazione è obbligatoria (artt. 11-bis e seguenti del d.l. 132/2014). Chi ha un reddito che rientra nei limiti del patrocinio può invece ottenerlo per la separazione o il divorzio in tribunale.

Quanto ai tempi, la legge fissa le scadenze dopo la firma:

  • dieci giorni per trasmettere l’accordo al PM, se ci sono figli;
  • dieci giorni per la trasmissione al Comune dopo il nulla osta o l’autorizzazione.

Il tempo vero dipende da due cose: quanto serve ai coniugi per mettersi d’accordo e i tempi della Procura.

Quando non conviene

La negoziazione assistita funziona quando l’accordo c’è davvero. Non è la strada giusta:

  • quando su un punto essenziale (i figli, la casa, l’assegno) le posizioni restano lontane: la trattativa si allunga e alla fine si va comunque in tribunale;
  • quando uno dei due nasconde redditi o patrimonio, perché in negoziazione non ci sono gli strumenti di indagine del giudice;
  • quando serve il patrocinio a spese dello Stato;
  • quando ci sono violenze o maltrattamenti. In questi casi la priorità è la sicurezza. Il percorso deve passare dal giudice, che può adottare provvedimenti di protezione. Se sei in pericolo chiama il 112. Il 1522 è il numero antiviolenza e stalking, gratuito e attivo 24 ore su 24.

Hai una situazione simile?

Se state valutando una separazione con la negoziazione assistita, un primo confronto serve a capire se l’accordo è davvero completo e quali documenti preparare. Lo Studio assiste nella separazione a Bologna e in provincia, anche in videochiamata.

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Avv. Davide De Matteis

Foro di Bologna — iscritto all'albo dal 2009, n. 6575. Con esperienza pluriennale in diritto di famiglia — separazione, divorzio, affidamento e mantenimento — ed in materia di successioni. Opera inoltre in materia di filiazione e adozioni, trust e, in ambito penale, di maltrattamenti in famiglia. È mediatore, gestore della crisi da sovraindebitamento e custode giudiziario. Studio Legale con sede in Via Ungheri 10, Calderara di Reno (BO). Consulenza anche in videochiamata.

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