AVVOCATO MATRIMONIALISTA
Studio Legale Avv. Davide De Matteis

Separazione consensuale o giudiziale: come funziona e quale scegliere

Indice

La separazione è consensuale quando i coniugi sono d’accordo su tutto: figli, casa, mantenimento. È giudiziale quando l’accordo manca, anche solo su un punto, e decide il giudice. La consensuale si può fare in tre modi: in Comune, con la negoziazione assistita dagli avvocati o con un ricorso congiunto in tribunale. La giudiziale ha una sola strada: la causa.

La differenza non è solo di tempi e costi. Nella consensuale le regole le scrivete voi; nella giudiziale le scrive il giudice. Questa guida spiega come funziona ogni strada, quanto dura, quanto costa e cosa succede dopo, quando si vuole divorziare.

Le strade per separarsi

StradaQuando si può usareAvvocatoChi decide
Accordo in Comuneaccordo completo, senza figli minorenni o non autosufficienti, senza trasferimenti di benifacoltativol’ufficiale di stato civile registra l’accordo
Negoziazione assistitaaccordo completo, anche con figliobbligatorio, uno per coniugeil pubblico ministero dà il nulla osta o l’autorizzazione
Ricorso congiunto in tribunaleaccordo completo, anche con figliobbligatorioil tribunale verifica e pronuncia la separazione
Separazione giudizialemanca l’accordo, del tutto o in parteobbligatorio, ciascuno il proprioil giudice decide su tutto ciò che è in discussione

Come si sceglie la strada giusta, e cosa accade a Bologna, è spiegato nella pagina dell’avvocato per la separazione a Bologna.

Separazione consensuale: procedura e documenti

Con il ricorso congiunto i coniugi depositano in tribunale un unico atto con le condizioni concordate: con chi vivono i figli e quanto tempo passano con l’altro genitore, l’assegno per i figli e le spese straordinarie, l’eventuale assegno per il coniuge, a chi resta la casa, come si dividono conti e beni. Al ricorso si allegano di regola le dichiarazioni dei redditi e i documenti su casa e patrimonio.

Il tribunale controlla che gli accordi sui figli rispondano al loro interesse e pronuncia la separazione. L’udienza può essere sostituita dal deposito di note scritte in cui i coniugi confermano l’accordo.

Un consiglio pratico: quello che scrivete nell’accordo resta. Una rinuncia al mantenimento o una dichiarazione sui propri redditi può pesare anni dopo, nel divorzio o in una richiesta di modifica. Va scritto con cura, anche quando tra i coniugi c’è fiducia.

Negoziazione assistita

Ciascun coniuge ha il proprio avvocato. Gli avvocati lavorano all’accordo, lo firmano con i coniugi e lo trasmettono alla Procura della Repubblica. Se non ci sono figli minorenni o non autosufficienti, il pubblico ministero rilascia il nulla osta. Se ci sono, deve autorizzare l’accordo, e lo fa solo se le condizioni rispondono all’interesse dei figli.

Ottenuto il via libera, l’accordo vale come un provvedimento del giudice e viene trasmesso al Comune. Non ci sono udienze. È la strada adatta a chi è d’accordo sulla sostanza e vuole chiudere senza entrare in tribunale.

Separazione in Comune

È la strada più semplice, ma con limiti precisi. Si può usare solo se non ci sono figli minorenni, maggiorenni non autosufficienti o con disabilità grave, e se l’accordo non prevede trasferimenti di beni, per esempio la cessione della quota della casa.

I coniugi dichiarano all’ufficiale di stato civile di volersi separare alle condizioni concordate e tornano, dopo almeno trenta giorni, a confermare. L’avvocato non è obbligatorio. Proprio per questo nessuno controlla che l’accordo sia equilibrato: una verifica prima di firmare costa poco rispetto a una modifica da chiedere dopo.

Separazione giudiziale dopo la riforma Cartabia

Si arriva alla via giudiziale quando l’altro coniuge si oppone, non risponde o quando su alcuni punti le posizioni sono troppo distanti. Il consenso dell’altro non serve: ci si può separare anche se lui o lei non vuole.

Dal 28 febbraio 2023 separazioni, divorzi e cause sui figli seguono un rito unico. Tre passaggi contano più degli altri:

  • il ricorso, a cui vanno allegati da subito i documenti economici degli ultimi anni e, con figli minorenni, un piano genitoriale;
  • la prima udienza, in cui il giudice sente i coniugi, tenta la conciliazione e adotta i provvedimenti provvisori su figli, casa e mantenimento;
  • la sentenza, spesso preceduta da una sentenza parziale che dichiara la separazione mentre la causa prosegue sugli altri punti.

Solo nella giudiziale si può chiedere l’addebito, cioè che il giudice dichiari chi ha causato la fine del matrimonio violando i doveri coniugali. Una causa iniziata come giudiziale si può comunque chiudere con un accordo in qualsiasi momento.

Quanto dura

  • Comune: almeno trenta giorni, il tempo tra la prima dichiarazione e la conferma.
  • Negoziazione assistita: dipende dal tempo per scrivere l’accordo e dai tempi della Procura; non ci sono udienze.
  • Ricorso congiunto: di solito è la più rapida tra le strade in tribunale; i tempi dipendono dal calendario delle udienze.
  • Giudiziale: nelle sentenze del Tribunale di Bologna esaminate dallo Studio, la separazione è stata spesso dichiarata con sentenza parziale tra cinque e sette mesi dopo il ricorso. La causa su figli e soldi può durare di più, soprattutto se servono testimoni o consulenze.

I dati di Bologna, con le singole decisioni, sono nella pagina sulla separazione a Bologna.

Quanto costa

I costi vivi sono contenuti: in tribunale il contributo unificato è di 43 euro per la separazione consensuale e di 98 euro per quella giudiziale; in Comune si paga solo un piccolo diritto fisso. Il costo vero è il compenso degli avvocati, che dipende dalla strada e da quanto è complessa la situazione: un accordo richiede un impegno molto diverso da una causa con testimoni e perizie.

L’avvocato deve comunicare per iscritto il preventivo. Chi ha un reddito basso può chiedere il patrocinio a spese dello Stato. I dettagli sono nella guida su quanto costa un avvocato per la separazione e in quella sulla separazione senza soldi.

Dalla separazione al divorzio

Per chiedere il divorzio la separazione deve essere durata senza interruzioni sei mesi, se era consensuale (anche in Comune o con negoziazione assistita), oppure dodici mesi, se era giudiziale. Dal 2023 si può chiedere il divorzio già nello stesso procedimento di separazione: il giudice lo pronuncia quando maturano i termini.

Tutto sul divorzio è nella pagina dell’avvocato divorzista a Bologna; i tempi sono spiegati nella guida su quanto tempo deve passare prima del divorzio.

Come decidono i giudici di Bologna

Le decisioni che seguono vengono dall’archivio di giurisprudenza dello Studio, con nomi e dettagli omessi. Mostrano come vengono applicate le regole, non promettono un risultato.

Quello che si dichiara nell’accordo pesa anche dopo. In un divorzio il Tribunale di Bologna ha negato l’assegno a una moglie che, nella separazione consensuale, aveva rinunciato al mantenimento. Lei sosteneva di essere stata senza lavoro all’epoca, ma non lo ha provato; per il Tribunale le dichiarazioni rese nel verbale di separazione sono un elemento di forte rilievo (Trib. Bologna, sez. I, 8 febbraio 2022, n. 272).

L’accordo di separazione non protegge i beni dai creditori. La Corte d’Appello di Bologna ha dichiarato inefficaci verso un creditore le cessioni di immobili e beni fatte da un marito indebitato alla moglie, in esecuzione di un accordo di separazione raggiunto con negoziazione assistita (App. Bologna, sez. III, 23 dicembre 2024, n. 2355).

Negoziazione assistita e divorzio: sei mesi. Il Tribunale di Bologna ha equiparato la separazione con negoziazione assistita a quella consensuale: il divorzio si può chiedere dopo sei mesi, calcolati dal nulla osta del pubblico ministero sull’accordo (Trib. Bologna, sez. I, 20 settembre 2018, n. 2535).

Separazione e divorzio nello stesso ricorso. La Cassazione ha ammesso che i coniugi d’accordo chiedano insieme, nello stesso ricorso congiunto, la separazione e il divorzio, che viene pronunciato quando ne maturano i presupposti (Cass. civ., sez. I, 16 ottobre 2023, n. 28727).

Quando serve un avvocato

Sempre, tranne in Comune, dove è facoltativo. Ma anche lì serve a una cosa precisa: capire se l’accordo che state per firmare è equilibrato e se regge nel tempo. Nella consensuale l’avvocato scrive le condizioni in modo che non lascino spazio a liti future; nella giudiziale prepara il ricorso e le prove, e valuta in ogni momento se c’è spazio per un accordo.

Il primo colloquio serve a scegliere la strada, con una stima di tempi e costi. Si svolge in studio a Calderara di Reno o in videochiamata.

Chi ti assiste

L’Avv. Davide De Matteis è iscritto all’Ordine degli Avvocati di Bologna (n. 6575) e si occupa di diritto di famiglia dal 2009. Riceve nello studio di Calderara di Reno e in videochiamata; segue procedimenti davanti al Tribunale di Bologna e, quando serve, in altri fori.

Cosa dicono i clienti

Le recensioni sono scritte direttamente su Google da persone che si sono rivolte allo Studio. Lo Studio non può modificarle né scegliere quali mostrare. Per rispetto della riservatezza, in questa pagina non riportiamo nomi né estratti: puoi leggerle tutte sulla scheda Google dello Studio.

Approfondimenti su ogni singola questione

Le guide dello Studio sui passaggi della separazione: cosa fare prima, quanto costa, quanto tempo serve per il divorzio.

Prima di separarsi

Costi e tempi

Dopo la separazione

Domande frequenti sulla separazione consensuale e giudiziale

Non trovi la risposta che cerchi? Scrivici con il modulo qui sotto.

Nella consensuale i coniugi sono d’accordo su tutte le condizioni e il tribunale, il pubblico ministero o il Comune le recepiscono. Nella giudiziale l’accordo manca e decide il giudice. Cambiano tempi, costi e il potere che resta ai coniugi.

In tribunale e nella negoziazione assistita sì; in Comune no. Nella negoziazione assistita serve un avvocato per ciascun coniuge.

I costi vivi sono bassi: 43 euro di contributo unificato in tribunale e un piccolo diritto fisso in Comune. Il compenso degli avvocati dipende dalla complessità dell’accordo e va comunicato per iscritto prima di iniziare.

Sì. In qualsiasi momento della causa i coniugi possono trovare un accordo e chiudere il procedimento sulle condizioni concordate.

No. L’addebito si chiede solo nella separazione giudiziale, perché presuppone che il giudice accerti chi ha causato la fine del matrimonio.

Dopo sei mesi dalla separazione consensuale, anche in Comune o con negoziazione assistita; dopo dodici mesi da quella giudiziale. Il divorzio si può chiedere anche nello stesso procedimento di separazione.

Le informazioni di questa pagina hanno carattere generale e non sostituiscono una consulenza sul caso concreto. Le decisioni citate riguardano vicende specifiche e non garantiscono esiti analoghi.

Immagine di Avv. Davide De Matteis

Avv. Davide De Matteis

Foro di Bologna — iscritto all'albo dal 2009, n. 6575. Con esperienza pluriennale in diritto di famiglia — separazione, divorzio, affidamento e mantenimento — ed in materia di successioni. Opera inoltre in materia di filiazione e adozioni, trust e, in ambito penale, di maltrattamenti in famiglia. È mediatore, gestore della crisi da sovraindebitamento e custode giudiziario. Studio Legale con sede in Via Ungheri 10, Calderara di Reno (BO). Consulenza anche in videochiamata.

Hai un dubbio? CONTATTACI senza impegno